Su di me

Ho seguito due sentieri paralleli finché non si sono incontrati

Amavo la fotografia e volevo conoscere i grandi fotografi, fare domande, vederli lavorare. La maniera migliore era intervistarli per conto di una rivista. Ci sono riuscito. Scrivevo per le più seguite testate del settore e ho scoperto il piacere di raccontare. Sono quindi state le immagini a farmi amare la scrittura.

Poi ho iniziato a scrivere per la pubblicità, che negli anni ‘80 viveva un periodo effervescente. Le agenzie si sfidavano a colpi di creatività e innovazione, e così ho arricchito il mio scrivere di nuovi strumenti per promuovere marche e prodotti, introducendo anche comicità e calembour senza alcun pudore (ho scritto per dieci anni la pubblicità per Smemoranda).

Lavoravo felice come giornalista e copywriter quando nel 1990 la curiosità per i “new media” mi ha portato negli Stati Uniti. Mi ero messo in mente di presentare il progetto per un ricettario multimediale, digitale e interattivo: il primo al mondo. Erano ricette di pasta of course. Incredibilmente l’American Interactive Media lo approvò, lo finanziò e cominciammo a lavorare su qualcosa di cui non avevamo esempi. Era entusiasmante: il nuovo veniva fatto lì per lì e sfornato ancora caldo.

Mi portai a casa un’esperienza pratica nell’organizzazione dei contenuti digitali e le basi di una disciplina che avrebbe preso il nome di Architettura dell’Informazione. Internet fu l’evoluzione di quel mondo e mi ci tuffai, continuando a studiare, ad applicare ciò che imparavo e in seguito a insegnarlo.

I miei percorsi nel mondo della comunicazione “classica” e in quella digitale sono stati per anni paralleli, ma era chiaro che si sarebbero incontrati. Grazie a questo mix oggi posso aiutare enti e aziende a muoversi nella complessità degli ecosistemi informativi basati sull’omnicanalità, dove il confine fra fisico e digitale è sempre più labile.

Molti anni, molti bei progetti in diversi settori e con diversi media. Poi una proposta inattesa e una parentesi di 6 anni come responsabile della Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano: un’esperienza complessa e appassionante dove tutto ciò che avevo imparato è stato messo a frutto per guidare il cambiamento della comunicazione dell’Ateneo.

E poi c’è un’attività parallela che è cresciuta negli  anni: scrivere biografie aziendali e professionali. Ho scritto per i 100 anni di Saiwa, i 75 di GSK, i 100 di Mondadori e i 125 di Coca-Cola, oltre a decine di biografie personali. Sono storie che scrivo con piacere e con cura perché producono conoscenza ed emozioni: un potente mix che attrae e appassiona.

Nella vita e nel lavoro è sempre stata la curiosità a muovermi.
E questo mi ha fatto crescere come persona e come professionista.

Un mio ex allievo mi ha intervistato sul tema della Creatività.
Ecco il suo articolo.